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Dal 2001 al 2014

La stagione 2000/2001 confermò quanto di sorprendente la matricola del rugby italiano aveva mostrato nell'anno precedente. Sempre sotto la guida di Franco Bernini, con un organico rinforzato nei reparti fondamentali (tra gli altri va citato il samoano Ali Koko) i gialloneri si cimentarono per la prima volta con il rugby europeo in Shield Cup e precisamente contro due squadre francesi: il Bourguen ed il Narbonne. Furono scontri epici che allo "Zaffanella" videro la squadra viadanese giocare alla pari con i più quotati avversari. Ma ci fu anche il campionato a regalare ulteriori soddisfazioni ai tifosi. Dopo la fine della stagione regolare con l'Arix al terzo posto, la semifinale scudetto venne giocata in gara doppia contro la Benetton Treviso. Non ci fu storia per un Viadana solido ma ancora poco smaliziato per sfide di questo genere ed i veneti ebbero via libera per il loro nono scudetto. 

A Viadana però nessuno poteva immaginare che cosa sarebbe successo l'anno seguente con la riforma del campionato e la nascita del Super 10, elite del rugby italiano. Ad affiancare Bernini venne chiamato un guru del rugby neozelandese come assistant coach: Mac McCallion che si portò appresso il preparatore atletico degli Aukland Blues Jeff Firehurst. Lo staff completato dall'altro preparatore atletico mantovano Massimo Zaghini, approntò una compagine sicuramente rinforzata da nuovi importanti arrivi come l'apertura MacDonald, la seconda linea Richard Denhardt ed i centri Pickering e Feaunati, nonché l'estremo sudafricano Casper Steyn. Con questi innesti, Viadana  fu capace di conquistare due vittorie casalinghe in Shield Cup contro Neath e Bourguen ma soprattutto di concludere al primo posto in classifica la stagione regolare di Super 10. Poi nei play off l'incredibile: Viadana, alleggerito da qualsiasi pressione, riuscì nell'impresa di eliminare la Benetton Treviso in semifinale, memorabile la gara di ritorno a Viadana giocata davanti a 2000 spettatori in cui i gialloneri riuscirono a segnare le quattro mete necessarie per passare il turno, gettando i blasonati avversari in una crisi catatonica. 

Poi la finalissima al "Battaglini" di Rovigo gremito da settemila spettatori e colorato di giallonero contro i cugini del Calvisano. La gara, bella e tecnica, alla fine vide prevalere proprio il Viadana di Bernini capace di segnare due mete storiche con Denhardt e Dolcetto e portare a casa il primo scudetto della storia della palla ovale in riva al Po, il primo scudetto del Super 10, il primo scudetto vinto nella storia del rugby italiano da una cittadina non capoluogo di provincia.

La stagione successiva iniziata con un nuovo allenatore sudafricano: Jerome Paarwater, con Bernini promosso a direttore tecnico e con ulteriori ritocchi nell'organico, fu ancora una volta ricca di soddisfazione per l'Arix Viadana che affrontò per la prima volta l'elite del rugby europeo in Heineken Cup contro avversari del calibro del Gloucester, Munster e Perpignan (questi ultimi approdati poi alla finalissima di coppa). Il movimento rugbistico viadanese ottenne grandi riconoscimenti con queste sfide soprattutto sul piano dell'immagine e della visibilità. Ci fu il tempo per conquistare a metà stagione ancora una volta la Coppa Italia ai danni degli eterni cugini-rivali del Calvisano nella cornice insolita della città di Caltanisetta e di battersi ancora una volta in semifinale contro la Benetton che, battuta allo "Zaffanella" nella gara più bella vista in super 10 nella stagione, si prese la rivincita con gli interessi nella gara di ritorno contro un Viadana abulico ed irriconoscibile. I gialloneri, comunque con il terzo posto assoluto confermarono di essere arrivati in solo quattro anni tra le grandi squadre del rugby italiano. 

Nel 2007 una svolta fondamentale, non solo per il Rugby Viadana, ma per l'intero movimento italiano: la banca Monte dei Paschi di Siena, la più antica banca del mondo, diventa sponsor principale e dà il nome al team. L'Arix dopo 17 anni passa il testimone a favore di una realtà così importante e prestigiosa e già largamente presente nelle sponsorizzazioni di sport ad alto livello, che ha deciso di allargarsi anche al rugby e nel rugby ha scelto Viadana. Il Montepaschi Viadana ha esordito conquistando il primo trofeo della stagione, la Supercoppa di Lega, a sfavore dei campioni d'Italia di Benetton Treviso, in una partita davvero emozionante… 

La stagione sportiva 2007-08 vede, per il secondo anno consecutivo, Jim Love alla guida dello staff tecnico giallonero. Allo Zaffanella, ma anche lontano dalle mura amiche, si gioca un rugby di chiara matrice neozelandese predisposto alla costruzione ed al gioco d’attacco. Il rush finale è però amaro e la semifinale persa al Monigo contro i padroni di casa di Treviso, nell’ultima azione di gioco. L’anno successivo il leoni gialloneri ruggiscono in Europa e sfiorano il titolo. In Challenge Cup vincono tre delle quattro sfide italo-francesi trasformando in oro le trasferte di Bayonne e Mont De Marsan, ma perdendo allo Zaffanella, ancora negli attimi finali, il passaggio del turno proprio contro la temibile formazione basca. Un appuntamento con la storia mancato di un soffio, il passaggio del turno in European Challenge Cup mai centrato da nessuna formazione italiana . La finale scudetto contro Treviso al Flaminio di Roma consegna il titolo ai biancoverdi. Stesso copione l’anno successivo anche se con interpreti diversi. Bernini, coach dello scudetto, torna a rivestire i panni del capo allenatore con Moretti, Scotney e Zanichelli come assistenti. Al Plebiscito di Padova la partita è tirata e combattuta, ma alla fine è ancora Treviso a spuntarla con il risultato di 16 a 12.

La società Rugby Viadana nel 2010/11 abbandona il campionato nazionale d’Eccellenza per  partecipare alla Celtic  League nell’ambito della franchigia degli Aironi. Esperienza durata due anni con vittorie prestigiose come quelle maturate con Biarritz (Heineken Cup), oltre a Munster, Connacht, Edinburgh Rugby e Treviso tutte  sconfitte allo Zaffanella dai padroni di casa. Nell’anno 2012-13 Viadana torna ad essere giallonera, con la squadra che rientra, infatti,  nel lotto nazionale dell’Eccellenza formato da 12 squadre e conquista il Trofeo Eccellenza. In campionato, i ragazzi allenati da coach Rowland Phillips ed Antonio Zanichelli, concludono in prima posizione la regular season, ma escono in semifinale dai futuri campioni d’Italia del Mogliano. E’ un anno molto particolare per i gialloneri perché si presentano ai nastri di partenza senza il direttore generale, Franco Tonni. Il dg viadanese ed i fratelli Melegari compongono un nucleo che si rende protagonista della scalata che ha portato il Viadana da matricola a regina (2002) nel panorama nazionale, culminata con l’esperienza in Celtic League. Con la stagione sportiva 2013/14 si chiude definitivamente un’era fatta di successi e grande passione con la rinuncia da parte di Silvano Melegari alla carica di presidente del club e del fratello Riccardo lontano da ogni carica dirigenziale. La famiglia Melegari rimane comunque vicina al club come sponsor principale. In questa fase transitoria è Antonio Zanichelli a ricoprire la mansione di amministratore unico. 



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